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13/01/2014, 03:35

Taranto, Brindisi, armi



Armi-chimiche-siriane:-porti-italiani-si-ribellano


 L’Italia intende annunciare giovedì il porto dove avverrà il trasferimento delle armi chimiche in arrivo dalla Siria sulla nave americana che le distruggerà. Le destinazioni candidate restano soprattu



L’Italia intende annunciare giovedì il porto dove avverrà il trasferimento delle armi chimiche in arrivo dalla Siria sulla nave americana che le distruggerà. Le destinazioni candidate restano soprattutto Brindisi, Cagliari, Augusta, Taranto, Gioia Tauro, e la decisione verrà presa in base alle valutazioni tecniche in corso. Le preoccupazioni internazionali emerse nelle ultimi ore, quindi, dovrebbero trovare risposta il 16 gennaio. Damasco, anche se in ritardo, sta trasferendo le sue armi nel porto di Latakia, dove una parte è già stata caricata su una nave danese. Questa nave le trasferirà nel porto dove verranno caricate sulla Cape Ray, l’unità americana attrezzata a distruggerle con l’idrolisi. L’Italia ha offerto un porto ma, secondo secondo quanto riferito dal WSJ, sarebbero subito nate anche resistenze locali che rischierebbero di ritardare la distruzione dell’arsenale siriano. Il quotidiano USA cita in particolare il no di Brindisi e del parere negativo manifestato dal governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, al Presidente del Consiglio Letta. Giovedì il rappresentante della Organization for the Prohibition of Chemical Weapons riferirà in parlamento e in quella occasione il ministro degli Esteri, Emma Bonino, conta di annunciare il nome del porto.
LaStampa


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