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18/01/2014, 18:36

diossina, ilva, latte



Latte-alla-diossina,-il-parere-di-Confagricoltura


 Confagricoltura scende in campo per tutelare la salute e rassicurare i consumatori. Il caso del latte bovino alla diossina, riscontrato in un allevamento di Massafra, ha scatenato un certo allarmismo



Confagricoltura scende in campo per tutelare la salute e rassicurare i consumatori. Il caso del latte bovino alla diossina, riscontrato in un allevamento di Massafra, ha scatenato un certo allarmismo su cui l’associazione, senza minimizzare, intende assolutamente fare chiarezza. 
Per questo il presidente Gerardo Giovinazzi, il vicepresidente Luca Lazzàro e il direttore Carmine Palma hanno voluto che fosse un tecnico dell’Asl di Taranto, il direttore dei servizi veterinari del Dipartimento di Prevenzione, Teodoro Ripa, a rimettere ordine in una delicata materia, anche sfatando qualche luogo comune: “Intanto – spiega - un caso singolo conferma che il sistema funziona perché è in grado di evidenziare in maniera puntuale le eventuali anomalie”. Già ma come funziona il sistema? “Va detto innanzitutto – precisa Ripa - che l’allevamento, nel momento in cui è scoppiato l’allarme, era già sotto vincolo sanitario da settembre. Quindi, da allora, non è uscito più neanche un litro di latte dall’azienda e non è stato movimentato, né in entrata né in uscita, nessun animale. Insomma, da settembre non c’è alcun rischio che prodotti alimentari di quell’allevamento siano finiti sulle tavole dei consumatori. Tra l’altro, è un allevamento che era stato sottoposto a controlli, risultati negativi, già negli anni precedenti. Dopo il superamento del 2 di settembre, l’allevamento è tuttora sotto vincolo e si stanno effettuando altri prelievi in attesa di analizzare meglio il caso dal punto di vista della sicurezza alimentare e della fisiopatologia della lattifera. Un caso che, va sottolineato, è l’unico che si è verificato sino ad oggi nel Tarantino e, peraltro, prontamente individuato dal nostro servizio”. 
Controlli sistematici, dunque, a tutela della salubrità dei prodotti che arrivano sul mercato: “Dal 2008 in un raggio di 20 km dal polo industriale – rimarca Ripa - vengono sottoposte a prelievi di matrici alimentari tutte le aziende zootecniche per la ricerca di inquinanti ambientali. Ma, più in generale, tutti gli alimenti di origine animale vengono sottoposti a controlli quotidianamente dai servizi veterinari. E’ un lavoro sistematico che, eccetto i tecnici, conoscono in pochi ma che permette ai consumatori di stare tranquilli ogni giorno”. 
Un tema particolarmente caro, quello della sicurezza alimentare, ai vertici di Confagricoltura: “Ora più che mai – sottolinea Lazzàro – i consumatori possono essere e sentirsi garantiti non solo sulla qualità ma anche sulla sicurezza dei nostri prodotti. Paradossalmente, ci sentiamo di dire che sono più sicuri, perché più controllati, i prodotti che arrivano dalla fascia dei 20 km attorno al polo industriale”. “La nostra sensibilità su questo argomento – rimarca Giovinazzi – è legata ad un approccio corretto che vogliamo ribadire in tutte le sedi: la sicurezza alimentare, soprattutto qui a Taranto, non è un optional ma un caposaldo su cui noi di Confagricoltura ci battiamo ogni giorno. A tutela delle nostre aziende e dei consumatori”.

Questo è quanto emerge da un comunicato stampa della Confagricoltura di Taranto, ma sinceramente noi SIAMO LONTANI DAL STARE TRANQUILLI!


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