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23/01/2014, 19:09

Taranto, teatro, shoah



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 Il canto, in diverse sue declinazioni, come imperitura testimonianza dellâimmane tragedia della Shoah: questo sarà il filo conduttore di Brundibár, il prossimo concerto dellâOrchestra ICO della Magna



Il canto, in diverse sue declinazioni, come imperitura testimonianza dell’immane tragedia della Shoah: questo sarà il filo conduttore di Brundibár, il prossimo concerto dell’Orchestra ICO della Magna Grecia, diretta nell’occasione da Francesco Lotoro, che si terrà in occasione della “Giornata della Memoria”.
Il concerto “Brundibár”, inserito nel cartellone della stagione “XXII Eventi Musicali” dell’Orchestra Magna Grecia, si terrà lunedì prossimo, 27 gennaio, al Teatro Orfeo di Taranto (start ore 21.00), un grande evento dal carattere fortemente simbolico realizzato con il sostegno di Programma Sviluppo; info a Taranto Orchestra Magna Grecia, via Tirrenia n.4 (099.7304422) www.orchestramagnagrecia.it

La serata inizierà con “Ricorda cosa ti ha fatto Amalek”, una “cantata” su testi di Grazia Tiritiello con la voce narrante di Angelo De Leonardis e cantore Paolo Candido.
In “Ricorda cosa ti ha fatto Amalek”, liberamente ispirato all’omonimo libro di Alberto Nirenstajn, si ripercorre l’attività di un  gruppo di intellettuali ebrei che, nel ghetto di Varsavia, realizzò il circolo Oneg Shabat (Delizia del Sabato), con la finalità di raccontare la storia della disperata volontà di vita del ghetto e del suo sterminio, perché, se era impossibile sopravvivere, almeno arrivasse ai posteri la memoria.
I testi saranno intramezzati da cinque canti: “Ani Maamin”, un canto tradizionale eseguito dai chassidim lituani mentre venivano condotti alle camere a gas, “Frihling”, con testo di Schmerke Katzerginsky e musica di Antonin Brodna, scritto per la morte di sua moglie Barbara nel Ghetto di Vilna; poi “Tsien Tzikh Makhnes Fartriebene”, un canto anonimo del Ghetto di Vilna, “Elie li” che, con testo di Hannah Sennesh e musica di David Zehavi, fu scritta nel penitenziario militare di Budapest e, infine, “Kinderlekh Kleininke”, un canto del Ghetto di Varsavia di un padre che ha perduto i propri figli.
Nella seconda parte del concerto sarà eseguita “Brundibár”, l’operina musicale per bambini scritta dal compositore Hans Krása su libretto di Adolf Hoffmeister, entrambi ebrei cecoslovacchi; i due composero l’opera nel 1938. Nel 1943 tutti, tranne Hoffmeister rifugiatosi all’estero, si ritrovarono nel campo di concentramento di Theresienstadt: il compositore Krása, lo scenografo Frantisek Zelenka e il personale e i bambini del coro dell’orfanotrofio.
In questo lager modello, che la propaganda nazista definiva come “la città che Hitler ha regalato agli ebrei”, tra gli altri erano stati deportati anche insigni uomini di cultura e artisti cecoslovacchi che qui erano costretti a produrre le loro opere per mostrare all’opinione pubblica mondiale un falso “volto umano” del nazismo. Dal settembre del 1943 Hans Krasa portò in scena a Theresienstadt Brundibár per 55 volte, ricostruendone a memoria la partitura e adattandola ai pochi strumenti disponibili nel lager.

Brundibár narra la storia di Pepícek e Aninka, un fratello e una sorella poveri e orfani di padre, che devono comprare un po’ di latte per salvare la madre malata. Per racimolare qualche soldo decidono di cantare al mercato, ma sono ostacolati nel loro intento da Brundibár, un malvagio suonatore d’organetto che rappresenta Hitler: aiutati dai bambini del paese, nonché da un passero, un gatto, un cane, Pepícek e Aninka riusciranno alla fine a cacciare Brundibár e a cantare nel mercato, riuscendo così a guadagnare i soldi per comprare il latte e salvare la mamma.
Sul palco l’Orchestra ICO della Magna Grecia, direttore Francesco Lotoro, con il Coro dell’istituto musicale Paisiello diretto dal M° Carmen Fornaro, il Coro dell’Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco” diretto dal M° Roberto Ceci. Paolo Candido sarà Brundibár, Pia Raffaele Pepicek, Federica Altomare Aninka, Imma Riccardi il cane, Valeria Dimaria il gatto, Federica Marotta il passerotto e Angelo De Leonardis il poliziotto.


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