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31/01/2014, 14:07

Taranto, musica, concerto



A-Taranto-il-concerto-âRach-2â-con-Mariangela-Vacatello


 Ci sono composizioni che entrano prepotentemente nella storia della musica, autentici capolavori con cui si misurano tutti i più grandi musicisti, come il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in D



Ci sono composizioni che entrano prepotentemente nella storia della musica, autentici capolavori con cui si misurano tutti i più grandi musicisti, come il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Do minore di Sergej Rachmaninov, il più popolare ed eseguito dei quattro concerti per pianoforte del compositore russo, nonché uno dei concerti per pianoforte più famosi di sempre.
A questa straordinaria pagina è dedicato il concerto “Rach 2” della XXII Stagione Concertistica “Eventi musicali” di Taranto dell’Orchestra ICO della Magna Grecia. Il concerto si terrà martedì prossimo, 4 febbraio, (sipario ore 21.00), al Teatro Orfeo di Taranto, un evento reso possibile anche grazie al sostegno di Fondazione Oro 6 per il Sociale; info a Taranto Orchestra Magna Grecia, via Tirrenia n.4 (099.7304422) www.orchestramagnagrecia.it
In questo concerto torna a suonare con l’Orchestra della Magna Grecia, diretta da Karl Martin, la pianista Mariangela Vacatello che, a soli trentadue anni, è già una solida realtà del concertismo italiano, riconosciuta a livello internazionale come una raffinata interprete in grado di affrontare anche le partiture più impegnative, non a caso è stata chiamata alla Scala di Milano per cimentarsi con Beethoven. Questo concerto è il quarto di un progetto che vede la pianista impegnata con l’Orchestra ICO della Magna Grecia nell’esecuzione della “integrale” dei lavori per piano e orchestra di Sergej Rachmaninov.
 
Quest’anno è la volta del famoso Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in Do minore, Op.18: composto nel 1901, è una pagina traboccante di un pathos tipicamente post-romantico, che unisce ad una scrittura solistica ai limiti delle possibilità esecutive, una tematica di notevole espressività, ricca di enfasi e di scoperto lirismo. Nel 1923 lo stesso Rachmaninov in una intervista affermò che le composizioni per pianoforte devono essere, usando una tipica espressione tedesca, "Klaviermässig", cioè “avere delle qualità inconfondibilmente pianistiche e scorrere con facilità e naturalezza sotto le dita”.
 
Completa il programma di questo concerto l’esecuzione, da parte dell’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta dallo svizzero Karl Martin, della Quarta sinfonia di Ludwig van Beethoven in Si bemolle maggiore op. 60: composta nel 1806, rappresenta una “pausa” del compositore tedesco nella ricerca delle tensioni mostruose della Terza sinfonia "Eroica" o della Quinta, come sottolineato da Robert Schumann che la definì "una slanciata fanciulla greca fra due giganti nordici". In questa sinfonia sembra che Beethoven ricerchi, più che una architettura grandiosa, come nella Terza, una composizione più equilibrata ispirandosi ai canoni proporzionali dell’arte greca classica, caratterizzata da una diversa espressione, più trattenuta, più moderata nel tono, anche se i contenuti e le inquietudini che la percorrono sono comunque notevoli.


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