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06/05/2014, 21:33

Taranto, lettera, sindaco





 Gentile Signor Sindaco Dott. Ippazio Stefano,attorno al tema della Citta’ Vecchia soprattutto nell’ultimo anno si è riacceso un forte dibattito culturale che ha riproposto il destino dello straordinar



Gentile Signor Sindaco Dott. Ippazio Stefano,
attorno al tema della Citta’ Vecchia soprattutto nell’ultimo anno si è riacceso un forte dibattito culturale che ha riproposto il destino dello straordinario patrimonio architettonico dell’isola come una  priorità, un’emergenza, visto lo stato di degrado ed abbandono in cui la parte antica della nostra cittá versa purtroppo da molto tempo. Ora più che mai  è necessaria una nuova fase di attuazione del suo progetto di conservazione e recupero architettonico, urbanistico, ambientale ed economico.
I diversi convegni che si sono susseguiti, locali ed internazionali, hanno avuto un unico filo conduttore:  la necessità di una programmazione che ponga al centro delle scelte la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del Centro Storico in quanto rappresenta un’occasione importante per rafforzare l’intero sistema economico e territoriale della città di Taranto.
E’ nata così la volontà di elaborare una proposta condivisa da più soggetti, istituzionali e non, che consiste nell’elaborazione di un "Manifesto della Città Vecchia e del Mare": un "Manifesto", ma ci piace chiamarlo soprattutto un contributo di proposte e di idee, che non vuole sostituire l’intervento pubblico ma fornire una partecipazione attiva all’avvio del processo di rigenerazione ormai indilazionabile.
Il percorso strutturato vede come attori principali del processo gli abitanti dell’Isola ed ha l’obiettivo di attuare una specifica analisi delle esigenze, nonché individuare i punti di forza e di debolezza utili al programma di valorizzazione e di rilancio.
Il "Manifesto della Città Vecchia e del Mare", che non è solo un documento ma l’espressione di una cittadinanza attiva, ha già avviato quattro dei sette tavoli tematici programmati e che riguardano i seguenti ambiti:
- Rigenerazione Urbana ed Interventi architettonici
-  Attività produttive ed economiche
- Risorse del Mare, Turismo e Territorio
- Analisi del territorio con i residenti
- Cultura, Associazionismo e rapporti con la Chiesa
- Organismi Istituzionali a tutela delle attività in Città Vecchia
- Innovazione e Tecnologia.
Sono stati raccolti sinora numerosi contributi da cui emerge un decremento della qualità della vita legato ad una crisi d’identità con conseguenti limiti di prospettiva. Questo obbliga a ragionare nel "breve" per tamponare solo le emergenze, ma un corretto approccio dovrebbe partire dalla valorizzazione delle potenzialità legate al nostro Centro Storico secondo una visione strategica di ampio respiro e di "lungo termine". In sostanza, bisogna potenziare l’attrattività dell’Isola e trasformare la stessa in polarità di eccellenza territoriale a valenza europea, in grado di tramutare positivamente tutto il resto della città attraverso un progetto unitario che sia compreso, condiviso e desiderato da tutti i cittadini.
A tal fine è necessaria una apposita "Governance del Sistema Città Vecchia" che si occupi sia della gestione delle emergenze e della sicurezza, sia della programmazione del recupero fisico e strutturale e della rigenerazione urbana, oltre che del recupero sociale, culturale ed economico. Vista la complessità delle operazioni di ripristino e tutela dell’intero sistema, è indispensabile predisporre una struttura tecnica adeguata, o un’Unità Speciale di servizio, all’interno dell’Amministrazione Comunale di Taranto con specifici compiti di programmazione ed implementazione delle attività di recupero, valorizzazione e vigilanza in accordo con le competenti Soprintendenze, ma anche di consulenza e di servizio per gli  operatori economici e culturali.
La situazione in cui attualmente versa la Città Vecchia di Taranto mostra una doppia faccia: è rappresentata da porzioni riqualificate e rivitalizzate contigue ad ambiti in cui vi è un diffuso stato di abbandono e degrado dell’ambiente fisico ed elevato livello di degrado sociale. Ora più che mai è necessario intervenire contro una sorta di "terremoto dell’abbandono" che ha portato - ed é un triste scenario che si palesa davanti ai nostri occhi - a crolli, puntuali o isolati, occlusioni di interi vicoli, saccheggi o occasioni perdute. Calzante, a tal proposito. appare la situazione relativa all’ex Convento S.Domenico Maggiore Monteoliveto, realizzato nella prima metà del 1600, annesso al Santuario della Madonna della Salute, dichiarato dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali di interesse storico-artistico. L’ex Convento é di proprietà dell’Agenzia del Demanio, responsabile della gestione e della valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato. La stessa Agenzia ha messo in vendita un bene pubblico di altissimo valore, visto che negli anni non è stato esercitato il diritto di prelazione da parte degli enti territoriali al fine di restituire tale bene alla collettività sottraendolo all’incuria del tempo ed al conseguente degrado strutturale. Sarà imprescindibile però valutare e discutere sulla destinazione d’uso del bene in relazione alle reali esigenze dell’Isola.
La Città Vecchia di Taranto rappresenta quindi un complesso monumentale da conservare nella sua totalità, ancora in parte sostanzialmente integro nel suo tessuto edilizio. L’Isola, infatti, conserva una ricchezza di stratificazioni che pochi altri centri storici possono vantare. Strutturando un processo che cerca di individuare, descrivere, raccogliere e analizzare lungo il suo sviluppo le criticità e le potenzialità del Centro Storico, il principale obiettivo è quello di interrogarsi sul "cosa eravamo", "cosa siamo" fino a giungere a "cosa vorremmo essere". Risulta particolarmente attuale ciò che scrisse lo storico Giulio Carlo Argan, diventato poi anche sindaco di Roma, nel novembre del 1969 alla tavola rotonda promossa dal Circolo Cultura e dall’Università Popolare Jonica, epoca in cui la popolazione dell’Isola era all’incirca il sette per cento di tutta la popolazione di Taranto: "Il novantatre per cento della popolazione di Taranto deve dunque decidere del destino di un sette per cento. Affermo però che il suo destino dipende da quel sette per cento. Non è il problema della Città Antica che si gioca nella questione del centro storico di Taranto; è la questione dell’urbanistica tarantina."

 Il Presidente 
          Fabrizio IURLANO




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