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25/06/2014, 17:34

mondiale, Brasile, Italia



Non-solo-delusione-calcistica:-lâItalia-fuori-dal-mondiale-brucia-milioni-di-euro


 Uscire dai Mondiali al primo turno costa caro. Non solo in termini di passione calcistica ’violentata’. L’Italia di Prandelli lascia il Brasile e ’brucia’ milioni di euro: mancata crescita del pil, ma



Uscire dai Mondiali al primo turno costa caro. Non solo in termini di passione calcistica ’violentata’. L’Italia di Prandelli lascia il Brasile e ’brucia’ milioni di euro: mancata crescita del pil, mancato boom in Borsa, ma anche meno introiti pubblicitari e copie perse per la stampa, soprattutto quella sportiva. Per non parlare di tutto l’indotto che si muove intorno a ogni partita mondiale della Nazionale, con gli incassi di ristoratori e locali pubblici fortemente ridimensionati.
Difficile quantificare esattamente la perdita, ma un confronto con quanto avvenuto dopo la vittoria dei Mondiali 2006 in Germania e dopo l’uscita ’prematura’ da quelli in Sudafrica del 2010 restituisce un quadro eloquente.
Impatto sul Pil - La vittoria ai Mondiali brasiliani da parte degli azzurri, evidenzia un’analisi di Coldiretti, avrebbe assicurato all’economia italiana fino a un punto di Pil in più, garantendo slancio all’export alimentare made in Italy che nell’anno successivo al trionfo in Germania nel 2006 si è affermato sui mercati esteri con una crescita del 9%. In base allo studio, nell’anno successivo alla vittoria degli azzurri, il 2007, l’economia nazionale è cresciuta registrando un aumento record del 4,1% del Pil a valori correnti, mentre il numero di disoccupati è diminuito del 10%.
Borsa - E’ un rapporto della banca d’affari Goldman Sachs a tentare di quantificare l’impatto di un mondiale vissuto fino in fondo, e vinto, sull’andamento di Piazza Affari. Ci sono stati ritorni del 3% mese su mese in media nel luglio 1982 e nel luglio 2006, ovvero nei mesi delle ultime due vittorie azzurre ai Mondiali. E anche quando l’Italia è arrivata tra le prime quattro c’è stato un impatto significativo sul gradimento dei mercati rispetto al marchio Italia: il Btp a 10 anni ha mostrato reazioni positive con tassi in calo rispetto a quelli di un mese prima del via.
Giornali sportivi - Tirature record per i quotidiani sportivi italiani all’indomani della vittoria mondiale degli Azzurri nel 2006. Fu di 4,6 milioni di copie, con la Gazzetta dello Sport che, a 2.145.000 copie, batteva il precedente primato detenuto dal Corriere dello Sport, che risaliva al giorno successivo alla finale del Mondiale dell’82. Da qui al 13 luglio i quotidiani sportivi continueranno a vendere, ma lo faranno sensibilmente di meno di quanto avrebbero potuto fare se l’Italia fosse rimasta in corsa fino alla fine.
Pubblicità - La Rai nei suoi contratti pubblicitari ha stimato un audience di 11 milioni di spettatori, con uno share medio al 50,5 per cento. Una visibilità sui livelli di Germania 2006, quando l’Italia vinse a Berlino: 11 milioni 430 mila spettatori di media e share del 52,3 per cento. Nei listini per le aziende sono indicate cifre consistenti, che però sono destinate a rimanere più contenute senza l’Italia in campo. Per 30 secondi su Rai1 durante la finale si pagano 200 mila euro. Ma se in finale ci fossero stati Buffon e soci, gli stessi 30 secondi sarebbero costati 550mila euro.
Indotto delle partite - L’Italia perde anche milioni di euro in termini di indotto legato alle singole partite: ristoranti, bar, locali pubblici, ma anche taxi e trasporti pubblici. Un dato significativo è quello che fu calcolato per l’uscita ’precoce’ dagli ultimi mondiali, quelli in Sudafrica. Arrivando in finale si sarebbero guadagnati, calcoli della Camera di commercio di Monza, 140 milioni di euro in più. L’indotto per pubblici esercizi e shopping sportivo derivato da chi avrebbe guardato le partite della Nazionale sui maxischermo allestiti nelle diverse città sarebbe stato superiore ai 70 milioni di euro, mentre il giro d’affari delle partite viste tra bar, pizzerie e pub avrebbe generato un indotto di circa 67 milioni di euro. Numeri che, a spanne, possono essere replicati per il fallimento del 2014. ADNKRONOS


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